Aggiornamenti dall’Alta Via

“Qui prend garde de chaque nuage ne fait jamais voyage”.

“Chi si preoccupa di ogni nuvola non viaggia mai
(proverbio regionale valdostano)

Eh già.  Per provare a raggiungere un obiettivo e arrivare  a tradurre un sogno in una meta, dobbiamo metterci tutto il coraggio e tutta la forza che abbiamo, senza soffermarci troppo sui possibili inconvenienti, se non per prepararci al meglio a farvi fronte. Ci scopriremo più sicuri ad ogni passo, migliori rispetto a poco prima, mai soli ma sempre in compagnia di un intorno che ci esalta e che non ci appartiene semplicemente perché ne siamo parte.

E’ dentro il viaggio che si impara ad andare, poco importa se sotto il sole o fra i nembi scuri come sta capitando in questi giorni ai miei compagni, impegnati sui sentieri del Tor Des Géants in Val d’Aosta, in marcia lungo un itinerario che dalle falde del massiccio del Monte Rosa  porta a Courmayeur e al Monte Bianco.

Provo ora a riassumerne i più recenti spostamenti, innestandomi sul mio post precedente, ricamando le loro preziose riflessioni con alcune informazioni di maggiore dettaglio, che non  è possibile riferire quando sei in marcia perché il viaggio pretende tutta la tua attenzione.

Al crocevia del Colle della Vecchia (2.185 m.) valico alpino delle Alpi Biellesi, scelgono di puntare direttamente verso il centro abitato di Niel, piuttosto che riparare in terra piemontese presso il rifugio Lago della Vecchia, dove la leggenda narra di una fanciulla che, alla morte del proprio amato poco prima delle nozze, scelse di vivere ai margini del lago dove trascorse il resto della sua vita.

Rifuggendo le lusinghe del vicino punto tappa, restano dunque valdostani, imboccando un  panoramico sentiero che consente loro di gustarsi il paesaggio, prima di tornare tra i boschi. Qui, solo in extremis, a causa delle forti pendenze e della fitta vegetazione, riescono a trovare  un provvidenziale “campo d’atterraggio” nella baita abbandonata di Temeley (1.720 m).

Il mattino seguente, decidono di non proseguire verso Niel per provare ad accelerare lo spostamento sul versante orientale della valle di Gressoney. Puntano quindi su Gaby attraverso ampi pascoli e radure dominate dagli alpeggi, costruzioni in legno e pietra che, a volte, paiono quasi aggrapparsi alla rocce intorno. Il sentiero, un ampia mulattiera, li accompagna, tra i boschi, fino al centro abitato, posato in una conca stretta tra montagne dai profili severi. Da qui, con un mezzo di trasporto, raggiungeranno il centro di Gressoney Saint Jean.

La splendida località pedemontana, per quanti, a differenza dei miei compagni, abbiano qualche giorno in più a disposizione, è raggiungibile da Niel (1.550 m.), con un itinerario che risale verso il Colle Lazouney (2.400 m.), raggiunge l’alpeggio Ober Lòò (2.091 m.), quindi con una lunga discesa, chiude alla quota di arrivo di 1.405 m. passando per il suggestivo profilo di Castel Savoia (1.430 m.) e la Passeggiata della Regina.

Il trekking riprende, dunque, da Gressoney St Jean attraverso un  sentiero in salita.  Prende quota dolcemente per poi richiedere un passo più sostenuto. Il bosco accompagna gli escursionisti al rifugio  Alpenzu Grande (1.779 m) dove è  possibile rifornirsi d’acqua. Qui il sentiero piega in direzione del Colle Pinter (2.777 m.) attraversando un paesaggio costellato di alpeggi immersi nei verdi dei  pascoli circostanti. Le pendenze aumentano man mano che ci si avvicina all’antico valico per l’alta Valle del Lys. Il Colle Pinter separa la valle di Gressoney da quella d’Ayas. Dal passo, sul versante di Ayas è visibile il sentiero che conduce al bivacco Ulrich Latentin (quota 3.120 m) e alla cima della Testa Grigia (3.313 m.) che, posta sulla testata del Vallone di Cuneaz, domina il paesaggio. La vetta rappresenta  un eccezionale punto panoramico, capace di offrire un colpo d’occhio straordinario sul paesaggio circostante. Il sentiero che porta in cima,  dal fondo friabile, si incunea nel cuore della montagna, arrotolandosi sui versanti per poi esaltarsi con  panoramiche balze aggettanti sulla vallata di Gressoney. E’ da affrontare con cautela e con zaini non troppo pesanti. Forse anche per questo, oltre che per la stanchezza accumulata, i nostri trekkers preferiscono non salire in alto per mantenersi sulla via principale, in cima ad un valloncello detritico alla cui base, nella  sua cornice di cielo e roccia si distende, tra i versanti,  la piana su cui si posano i Laghi di Pinter (2.659 m.). Il sentiero, mai pago nella cerca di paesaggi sempre nuovi,  si lascia alle spalle il suggestivo anfratto di verdi e celesti, per scendere ripido  nella Comba (valle montana lunga e stretta) di Cuneaz (2.057 m.). Da qui si   raggiunge il paese, impreziosito dal torrente che corre ai suoi piedi e immerso in un paesaggio dove i boschi e i pascoli fanno da verde cornice ai resti della cultura Walser,  le cui costruzioni assieme alle baite di montagna continuano a far capolino fra quelle montagne. Il luogo e’ incantevole e i trekkers vi si trattengono per la notte.

Dal centro montano il percorso, in breve tempo, scende alla località Crest (1.935 m.) dove sorge il rifugio Vieux Crest.

Da qui il tracciato classico si mantiene in quota . Passando per l’agglomerato rurale di Sousun (1.958 m.), risale verso i  rifugi Giovanni Battista Ferraro (2.080 m.)  e  appena più in basso Guide di Frachey (2.066 m.), in corrispondenza del caratteristico nucleo Walser di Resy, per poi scendere nuovamente in direzione di Saint Jaques (1.689 m.).

I miei compagni preferiscono, invece, continuare a scendere fino a Champoluc (1.568 m.) per avere migliori opportunità di approvvigionamento. Non vi riescono a causa dei troppi turisti nei pochi negozi a disposizione.  Tornano allora sui loro passi, tagliando per la località di Saint Jacques (1.689 m.) da cui riprendere la salita verso il Rifugio Grand Tournalin (2.575 m.) sotto l’omonima cima (3.379 m.)  e di fronte al Bec de Nannaz (3.003 m.), nuovamente in quota sull’Alta Via n.1.  La riconquistano risalendo crinali boscosi tagliati dalla rete dei torrenti che scendono dalle pendici occidentali del Grand Tournalin  e Petit Tournalin (3.207 m.) prima di lasciare spazio ai prati di alta quota.

Il rifugio viene raggiunto dopo aver superato l’alpeggio di Croues 1.871 m.) e poi di Nannaz Inferiore (2.035 m.) e Superiore.  Il  punto tappa diviene l’occasione per una breve sosta da cui ripartire per raggiungere il Col de Nannaz (2.773 m.) che collega con la Valtournenche. Qui si monta il campo  per godere l’ennesima, suggestiva, notte valdostana, in una splendida radura inerbita, arricchita da un piccolo, inatteso, laghetto.

Oggi i nostri escursionisti torneranno a valle, passando attraverso lo spoglio  Col de Fontaines (2.695 m.) su un costone roccioso che ricade ancora più in basso, dipanandosi  in pascoli, dove spicca l’alpeggio di Champ-Sec (2.328 m.), fino al bellissimo pianoro di Cheneil (2.105 m.), balcone sul Cervino, stretto nella sua splendida conca. Il sentiero continua quindi tra splendidi boschi  per l’incanto dell’alpeggio di Promindoz (1.850 m.) e raggiunge l’abitato di Cretaz prossimo a Valtournenche (1550 m). Dalla frazione di Cretaz l’Alta Via n.1 prosegue in discesa fino all’abitato di Valmartin (1.492 m.) per poi risalire verso il rifugio Barmasse (2.157 m.) sulle sponde del Lago di Cignana (qui il link con le fotografie e le riflessioni dei protagonisti).

Il Tor des Géants (note)

Il Tor des Géants  è una spettacolare gara di endurance trail che si sviluppa per 330 km con 24.000 metri di dislivello positivo, da percorrere in solitaria, senza tappe predefinite (chi vuole approfondire può visitare la pagina http://www.tordesgeants.it/it). L’itinerario porta a calcare sentieri che abbracciano l’intera regione, arrivando al cospetto dei Giganti della Montagna. Parte da Courmayeur e dalla base del Mont Blanc, attraversa luoghi fantastici, sviluppandosi alle falde del Gran Paradiso, del Monte Rosa e del Cervino, per poi tornare la dove era cominciato all’ombra del Monte Bianco. Il percorso unisce l’Alta Via n.1 http://www.lovevda.it/Media/Default/PdfPreviewWidget/PdfPreviewWidget_23054/AltaVia_1_Ita_Fra_2014.pdf 

con l’alta Via n.2 della Valle d’Aosta http://www.lovevda.it/Media/Default/PdfPreviewWidget/PdfPreviewWidget_23060/AltaVia_2_Ita_Fra_2014.pdf