Senza paesaggio.

“Sii semplicemente Te stesso. Non c’è altra meta da raggiungere…

Non c’è alcun bisogno di pensare al “dovresti”, la Verità ti seguirà come un’ombra…

Non hai bisogno di fare nulla.

Non occorre lottare,

non c’è alcun bisogno di conflitti….piano piano il silenzio avvolgerà la tua anima, piano piano ti avvicinerai sempre di più a casa”

Osho

Il versante, stretto fra gli aspri profili di cresta, lesti a svanire fra le nebbie, acquista in pendenza.
Un salto di roccia inatteso,
pioggia.
Il sentiero sparisce per ricomparire a frammenti.
Pezzi di un puzzle lattiginoso si avvicinano ai nostri passi incerti.
Nevai,
laghi,
prati,
tutto è sfumato, sospeso fra la terra e il cielo.

Perdersi è ritrovarsi,
scoprire che la nostra fragilità,
messa a nudo,
spogliata di ogni supponenza,
libera da ogni retaggio,
sa avvicinarci alla verità di quel che siamo davvero,
più di ogni nozione appresa o ereditata.
Non sono chimeriche risposte a svelartelo,
ma l’assenza di qualsiasi domanda.
Smetti di cercare.
Sei e basta.
E, soprattutto, senti che Vuoi essere.


E’ un rispetto profondo quel che nutre i nostri passi,
un’attenzione senza ricerca,
una meditazione senza pensieri da educare,
un osservare senza mettere a fuoco,
perché non esiste alcun centro,
tutto perde senso tranne quell’attimo in più da abitare,
con riverenza e gratitudine.

Rifugio.
E’ sempre possibile,
se non ti fermi,
se non ti fai sopraffare dalla paura,
se non dimentichi di dubitare di quel che sei diventato,
di quel che pensi dover essere,
del tuo volerti fare padrone di te stesso,
del tuo intorno,
di quel che è altro da te.

E’ l’insicurezza,
la fragilità,
la tua dimensione.
Abitando il dubbio, imparerai a vivere davvero.

Rifugio.
E’ bello sentirsi a casa senza dimenticare che casa è ovunque,
che casa è sempre
quando ci sei davvero.