Tutti gli articoli di Tony

Abbraccio

“Esiste una sottile paura della libertà, per cui tutti vogliono essere schiavi. Tutti, naturalmente, parlano della libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero, perché quando sei davvero libero, sei solo. E solo se hai il coraggio di essere solo, puoi essere libero”

Osho

E’ bene dirlo, per evitare equivoci, preferisco ormai la solitudine della libertà, alla prigione rassicurante della menzogna.

E’ bello questo freddo che lacera, perché possa uscire tutto il rumore del mondo degli uomini.

E’ bello questo senso di vuoto e silenzio, dalla ricettività straordinaria, che lascia entrare il coraggio di vivere e, con esso, la voglia di dare  e ricevere un abbraccio profondo, fuori da ogni equilibrio.

E’ bello lasciarsi andare, cadere giù, toccare il fondo e scoprire di essere in cima, proprio lì dove puoi ritrovare tutto il calore dell’essere. 

Orme

“La fine della sofferenza non puo’ comportare un aggiungere, puo’ solo essere un nulla”

Ajhan Brahm

Un passo, e le preoccupazioni cadono, come sabbia, sul sentiero. Una brezza le arrotola in eteree spirali di passato, mentre i miei scarponi sono già oltre.

Un altro passo e i ricordi si stemperano nell’eco, senza voce, di orizzonti lontani, ma non più irraggiungibili.

Non ho una storia. Non ho futuro. Ho solo questo “Me”, al di là di ogni prospettiva. Questo cuore che pulsa, e sangue, e carne, e parole che animano pensieri, densi di un sentire che non mi appartiene completamente perché, forse, sono Io che gli appartengo da sempre. L’urgenza di essere ogni volta all’altezza si stempera nel dilatarsi del paesaggio.

Un passo in piu’ e il brusio mentale si fa silenzio. E non ho piu’ bisogno del barlume di un’idea. Non c’e’ nessuna frenesia, nessun dover arrivare o aver paura di fallire. Nessun timore di disattendere le promesse, divenute istanze, della mia cultura. Finalmente consapevole, quel che sono davvero, si svincola dal “programma di successo del mio condizionamento”.

Le mie gambe, orgogliose nella loro precarietà, si stagliano dentro l’infinito, ma è la terra che mi sostiene e l’aria intorno, è il gioco di vuoti e pieni.

Sono tutto. Sono niente.

Non ho bisogno di essere Io quando non c’e’ più alcuna distanza da coprire.

Promessa

“Il problema fondamentale non è se esista una vita dopo la morte, ma se esista prima.”

Giovanni Badino

E’ sul sentiero, per itinerari striati di verdi e celesti, sotto i giochi di luci e d’ombre delle nubi in corsa, o per cammini segreti, sotto la terra, segnati dalle fantasie della pietra scintillante d’acque, che cominci a capire davvero. Accade quando scopri che non vi è nessuna distanza tra Te e l’oggetto misterioso della tua ricerca. Non c’è soluzione di continuità fra Te e il mondo. Quello che trovi fuori viene da dentro, come quello che perdi. E diventa parte di Te in un modo che è soltanto tuo, perché, semplicemente, lo è sempre stato. Finisci per scoprire che i vuoti e i pieni di ogni intorno sono solo le tessere di un unico, cangiante, mosaico, come le persone che ti è dato incontrare e trattenere, per un tempo che a volte è poco e, più spesso, non è mai abbastanza.

Allora senti che, in fondo, “tutto” e “niente” perdono di significato, che “essere nulla” è un po’ come dire “essere ogni cosa”, e che siamo sfumature, riverberi di colori e vibrazioni senza tempo, che si amalgano e si confondono in fantasie ed armonie mai uguali a se stesse.

E puoi, finalmente, smettere di cercare, ma anche lasciare andare ogni paura, perché non c’è niente là fuori che non sia anche dentro di Te. Nessun altro significato conta, più di questo divenire consapevole della tua parte, immanenza che confondi con impermanenza.  

Il tuo contributo al tutto cui appartieni e che racchiudi, diventa l’impegno ad “essere vita”, oltre ogni dicotomia.

Essere Te stesso. Diventarlo. E’ profezia, impegno e destino insieme. L’unico possibile. E’ la tua sacralità nell’insieme. Energia che migra fra le braccia del tempo, che smuove le tessere, stacca e riattacca, consuma e rinvigorisce, trasforma senza distruggere. Perché niente nasce e niente muore, nemmeno la polvere che da montagna torna montagna. Tutto “diventa”, nei labirintici misteri di un esistere che non ha fine e che, in fondo, è solo promessa, anche Tu.
Scoprirlo e permettere ad altri di farlo è la tua sola missione, ben al di la delle leggi degli uomini e dei loro feticci, oltre la bugia delle vane certezze del mondo.