Tutti gli articoli di Tony

Tempesta

“When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye.
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone.”


Pink Floyd – “Confortably Numb”

Solitudini,
immerse nel frastuono,
sempre più a fondo,
perchè il richiamo possa farsi illusione.

Formule vuote divenute certezze e misura di valore.
Bugie,
ognuna di esse un debito contratto con la vita,
il prezzo da pagare alla verità.


Come le paure,
infinite,
che nascono dalla competizione alla quale siete stati educati
ed educate i vostri giovani.

Eccoli i vostri segnavia: menzogne e timori.
Precari ometti di pietra su un sentiero che non c’è, perché non è mai stato,
anche se, da sempre, fin dal principio, vi è stato dato un sassolino da posare.
Vi è stato detto di una via da seguire per trovare,
di un oltre da raggiungere,
di un infinito da conquistare
per il quale conformarvi,
ed educarvi a controllare e rinunciare,
sprecando, nel rinnegarlo,
il dono di una misteriosa precarietà.

A cosa ti è servito camminare se ancora cerchi una direzione da seguire?
Perché ti chiedi dove andare se non ci sono “luoghi” e “tempi” da abitare e “genti” fra le quali poterti fermare?
Perché continui a compensare?
Si! E’ proprio come pensi: anche cercare è un altro modo di evitare.

Credevi di poter portare il viaggio nel quotidiano,
eppure la chiave non è mai aggiungere.
Non è arrivare, ma partire.

Perderti, lontano dal clamore,
è l’unica via possibile.
Nel consumarti non ti farai rumore.

“Om Shanti”

Rifugio Pagarì – Alpi marittime

Quando sei in cammino l’unica vera meta e’ il viaggio. Arrivare e’ viaggiare. C’è solo una dimensione che conta: il durante. Ci sono solo un luogo ed un tempo che hanno significato: sono il tuo “qui” e il tuo “adesso”.

E allora, ovunque ti trovi, non ti fermare, non evitare.

Devi starci dentro.

Non  ti resta che attraversare, perché solo passando attraverso puoi riuscire a capire.

Senza paura, perché andare non sia mai fallire.

Senza lasciare andare, prima di aver messo tutto te stesso dentro ogni esperienza, prima di provarci davvero.

Senza sensi di colpa, perché ogni tuo esserci sia sempre una lezione e mai una condanna.

Senza aspettative perché trovare abbia sempre la sacralità, quella vera, di un incontro e rechi il dono di un qualcuno o un qualcosa da custodire e portare.

Senza vergogna perché esistere sia tutto ciò che conta davvero e l’esperienza un senso da investigare.

Senza alcun tributo al mondo e alle sue genti, senza una vita che non ti appartenga davvero. Senza regole che non siano anche tue e che non si radichino nel rispetto di ciò che è altro da te, della libertà e della divinità di ogni essere vivente.

Senza fretta ma anche senza esitazione,  con la determinazione  di voler stare dentro ogni “adesso” perché, sempre, sia prova di verità.

Rifugio Pagarì (pressi) – Alpi Marittime

Valle delle Meraviglie e oltre…

Agosto 2019. Lac des Mesches Tende (FR), 1390 m. Quest’anno iniziamo da qui. Il sentiero risale dolcemente un crinale  accompagnandoci nel bucolico  Vallon de La Miniere. Passiamo accanto alle strutture della miniera di piombo ed argento di Valaura e al Lac de Barrage de La Miniere (1.550 m.) per poi immergerci sempre più in profondità nel bosco di larici, dentro un quadro di colori tenui che, come sempre, sanno rasserenarci ed incoraggiarci. Siamo tornati sulle Marittime ai margini del loro cuore più selvaggio e l’aria di casa ci invita a proseguire, un poco ancora,  nonostante l’orario tardo serale e l’urgenza di trovare un anfratto dove accamparci.

Ingresso del Parco del Mercantour (1.770 m.). Poco oltre un casolare in pietra con una fontana,  diviene il luogo ideale per fermarci e recuperare le energie. Ci aspetta infatti un lungo viaggio. Il piano è stavolta ambizioso: partire dall’area circostante il monte Bego nella Vallèè de la Roya,  spostarci, talvolta in precario equilibrio, lungo la linea di confine italo-francese, nel cuore del Parc del Mercantour fino ai “lontanissimi” Lacs des Vens nell’Haute Tinée.

Ma arrivare infondo non è poi così importante. Una meta è solo direzione, quel che conta davvero è partire. Allacciate gli scarponi della vostra curiosità e seguiteci. Vi raccontiamo come è andata.