Tutti gli articoli di Tony

Nel cuore delle Cozie: dalla Val Varaita alla Val Susa

Anche il borgo di Chianale (1.797 m.) è alle nostre spalle. Il paesino di pietra  ancora fa capolino dai primi poggi decorati di fiori, quando lo Sherpabus, che da Cuneo ci ha accompagnati fin qui, in alta Val Varaita,  abbandona la strada asfaltata che sale in direzione del Colle dell’Agnello, per prendere una netta svolta a sinistra. Poco oltre, in corrispondenza di un ponticello sul torrente, si ferma e, finalmente, possiamo toccare con gli scarponi un pianoro di terra battuta. Il nostro tour attraverso le Alpi ripartirà da qui. Per me e Lucio è un ritorno. Siamo infatti già stati fra queste colline quando, partiti dalla Val Maira, abbiamo virato verso il Monviso e la Val Po.  Ci ritroviamo qui, stavolta in compagnia di Pietro, perché lassù, in alto, sentieri segreti, appena intuiti, hanno lasciato nella nostra testa, l’idea di un itinerario fuori dal tempo, nel ventre altissimo di cime lontane, e anche perché, quando siam scesi per la bella vallata che ci accingiamo a risalire, il tempo inclemente velava paesaggi dal fascino straordinario, tingendo quadri di rara suggestione, ma dai colori offuscati per la nebbia  e la  pioggia, dense,  fra le nubi basse. E’ a quei colori ritorno con il ricordo e l’immaginazione, nel percorrere il breve tratto di strada asfaltata che ci accompagna all’attacco del sentiero per i Laghi di Longet, sulla destra idrografica del torrente che dal vallone di Saint-Véran scorre verso la pianura. Da qui, in mezzo a queste montagne che, una volta ancora, ci si stringono attorno, in un tripudio di boschi, riprendo a raccontare di questo viaggio straordinario che, negli anni, ci ha portato dalla Val Gesso a puntare, con sempre maggiore decisione, verso il cuore del fronte alpino.

Coscienza

Davanti all’abbraccio di cielo e mare, nel quale gli azzurri si fondono senza soluzione di continuità, la montagna, aspra, ma di una bellezza struggente ed un selvaggio che sa spogliarti di ogni vanità, ti spiega il rispetto per te stesso ed il tuo intorno.

E ti dona una forza, che è poi fondamentalmente coraggio, della quale non sapevi e non ti è dato sapere, capace di  trasformare i vuoti di ogni assenza, in un farsi presenza.

Sa di nuovo, eppure è una rivelazione senza tempo. Anche per te, frammento di un infinito oblio, di quell’apparente nulla, senza principio né fine, capace di assurgere ad esperienza e svincolarti dalle catene di una perpetua inconsapevolezza.

Scevro da ogni ambizione di eterno e sgravato dal fardello di qualsiasi sentimento di urgenza,  fiero della tua precarietà, smetti allora di sfiorare per attraversare, e ti riscopri ad accogliere e portare, e a non avere più bisogno di cercare.

Harmonĭa

C’è un ordine anche nel caos.  E’ proprio lì che nasce la bellezza.
Quella vera. Senza tempo e senza ragioni. Senza servi, né padroni.

Se smetterai di cercare, la potrai incontrare nelle profondità del sottosuolo, dove è facile spegnere i pensieri, davanti ai giochi d’acque e sculture di vuoti e pietra senza uguali, per ritrovarla, sopra la terra, nell’abbraccio delle montagne, a cavallo di vallate dai verdi e  celesti cangianti.

Tra vestigia di passato e speranze di futuro, ti terrà per mano, dentro un presente che si farà risposta e che imparerai a portare.