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Abbraccio

“Esiste una sottile paura della libertà, per cui tutti vogliono essere schiavi. Tutti, naturalmente, parlano della libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero, perché quando sei davvero libero, sei solo. E solo se hai il coraggio di essere solo, puoi essere libero”

Osho

E’ bene dirlo, per evitare equivoci, preferisco ormai la solitudine della libertà, alla prigione rassicurante della menzogna.

E’ bello questo freddo che lacera, perché possa uscire tutto il rumore del mondo degli uomini.

E’ bello questo senso di vuoto e silenzio, dalla ricettività straordinaria, che lascia entrare il coraggio di vivere e, con esso, la voglia di dare  e ricevere un abbraccio profondo, fuori da ogni equilibrio.

E’ bello lasciarsi andare, cadere giù, toccare il fondo e scoprire di essere in cima, proprio lì dove puoi ritrovare tutto il calore dell’essere. 

Orme

“La fine della sofferenza non puo’ comportare un aggiungere, puo’ solo essere un nulla”

Ajhan Brahm

Un passo, e le preoccupazioni cadono, come sabbia, sul sentiero. Una brezza le arrotola in eteree spirali di passato, mentre i miei scarponi sono già oltre.

Un altro passo e i ricordi si stemperano nell’eco, senza voce, di orizzonti lontani, ma non più irraggiungibili.

Non ho una storia. Non ho futuro. Ho solo questo “Me”, al di là di ogni prospettiva. Questo cuore che pulsa, e sangue, e carne, e parole che animano pensieri, densi di un sentire che non mi appartiene completamente perché, forse, sono Io che gli appartengo da sempre. L’urgenza di essere ogni volta all’altezza si stempera nel dilatarsi del paesaggio.

Un passo in piu’ e il brusio mentale si fa silenzio. E non ho piu’ bisogno del barlume di un’idea. Non c’e’ nessuna frenesia, nessun dover arrivare o aver paura di fallire. Nessun timore di disattendere le promesse, divenute istanze, della mia cultura. Finalmente consapevole, quel che sono davvero, si svincola dal “programma di successo del mio condizionamento”.

Le mie gambe, orgogliose nella loro precarietà, si stagliano dentro l’infinito, ma è la terra che mi sostiene e l’aria intorno, è il gioco di vuoti e pieni.

Sono tutto. Sono niente.

Non ho bisogno di essere Io quando non c’e’ più alcuna distanza da coprire.

Arricchirsi con il trekking

Il trekker e la Ferrari (inconsueto incontro su uno sterrato alpino)

Facendo trekking ti arricchirai, questa è una certezza, addirittura matematica.

La moneta che guadagnerai, con altrettanta sicurezza, non sarà però spendibile per acquistare l’ultimo modello di zainetto motorizzato prodotto da qualche nota casa automobilistica. Perché le centinaia di migliaia, e poi i milioni, che accumulerai, non saranno fatti da dollari o dobloni, ma da… passi.

Un passo dopo l’altro, arriverai a possedere un tesoro su cui non potrà posarsi la polvere e, altro grande vantaggio, inderubabile. Si tratterà infatti di una ricchezza immateriale, ma con effetti tangibili nel tuo modo di porti, e di portarti, nel mondo.

Ricchezza conquistata con impegno e fatica, e che avrà come effetto quello di renderti consapevole della sovrumana bellezza che ancora vive sul nostro pianeta, ed anche un po’ disadattato, diciamoci la verità, rispetto al quotidiano vivere…
Perché non potrai più dimenticare la preziosità dei momenti vissuti tra l’amichevole silenzio del deserto e la regale presenza delle vette.

Così, quando ti troverai a camminare su un militaresco marciapiedi metropolitano, saprai che le dimensioni del cammino sono ben più ampie.

E che il valore dei tuoi passi non dipende dalle scarpe che hai, ma dal percorso che fai.