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Tempesta

“When I was a child
I caught a fleeting glimpse
Out of the corner of my eye.
I turned to look but it was gone
I cannot put my finger on it now
The child is grown
The dream is gone.”


Pink Floyd – “Confortably Numb”

Solitudini,
immerse nel frastuono,
sempre più a fondo,
perchè il richiamo possa farsi illusione.

Formule vuote divenute certezze e misura di valore.
Bugie,
ognuna di esse un debito contratto con la vita,
il prezzo da pagare alla verità.


Come le paure,
infinite,
che nascono dalla competizione alla quale siete stati educati
ed educate i vostri giovani.

Eccoli i vostri segnavia: menzogne e timori.
Precari ometti di pietra su un sentiero che non c’è, perché non è mai stato,
anche se, da sempre, fin dal principio, vi è stato dato un sassolino da posare.
Vi è stato detto di una via da seguire per trovare,
di un oltre da raggiungere,
di un infinito da conquistare
per il quale conformarvi,
ed educarvi a controllare e rinunciare,
sprecando, nel rinnegarlo,
il dono di una misteriosa precarietà.

A cosa ti è servito camminare se ancora cerchi una direzione da seguire?
Perché ti chiedi dove andare se non ci sono “luoghi” e “tempi” da abitare e “genti” fra le quali poterti fermare?
Perché continui a compensare?
Si! E’ proprio come pensi: anche cercare è un altro modo di evitare.

Credevi di poter portare il viaggio nel quotidiano,
eppure la chiave non è mai aggiungere.
Non è arrivare, ma partire.

Perderti, lontano dal clamore,
è l’unica via possibile.
Nel consumarti non ti farai rumore.

Il canto del cammino


Lo scroscio della pioggia.
Il mormorio dei ruscelli.

Lo stormire delle fronde.
Il fiorire dei ciliegi.

Il grido delle aquile.
Il fischio delle marmotte.

Il tuono tra le montagne.
Il silenzio dei deserti.

Il rintocco delle campane.
L’eco dei passi.

Il sussurro del cuore.

Ricordi

“Memories are roses in our winter.”
George Will

Crea oggi i bei ricordi di domani.
Ti serviranno per superare l’inverno.
E vivere una nuova primavera.