Se ti sei perso la descrizione della GR 20 parte nord clicca qui, altrimenti procedi pure nella lettura del percorso compiuto a compimento della mitica GR 20!
- Porto Torres – Propriano – Ajaccio – Vizzavona
- 1a tappa: Vizzavona – Refuge d’E Capanelle
- 2a tappa: Refuge d’E Capanelle – Refuge de Prati
- 3a tappa: Refuge de Prati – Refuge d’Usciolu
- 4a tappa: Refuge d’Usciolu – Refuge d’Asinao
- 5a tappa: Refuge d’Asinao – Refuge de Paliri
- 6a tappa: Refuge de Paliri – Conca
- Rientro (via Bonifacio)
30 e 31 luglio (2007)
Porto Torres – Propriano – Ajaccio – Vizzavona
Grazie alle informazioni avute lo scorso anno, procediamo spediti nella fase di avvicinamento :-)
Eccoci alla partenza dal porto domestico:

Durante la navigazione, abbiamo l’occasione di parlare con un trekker con destinazione Santiago di Compostela. Ritorna il riferimento ad uno dei Cammini più conosciuti e storicamente importanti, che resta per noi un obiettivo “nello zaino” ;-)
La nostra destinazione più prossima è più semplicemente Propriano, ed in particolare un camping che conosciamo: il buon Tikiti.
Dove, dando una nuova chance al pizzaiolo, notiamo che la pizza è… rimasta una costante :-|
Proseguiamo l’indomani per Ajaccio
da dove prendiamo il treno per giungere infine a Vizzavona, punto di snodo tra la parte nord e quella sud della randonnée.

Ci sistemiamo nel vicino camping.

E, forti dell’esperienza acquisita nel centinaio di km percorsi l’anno scorso sulla prima parte di questa via, pensiamo a come percorrerne altrettanti, ma in meno tempo :-O
Ci siamo montati la testa? In realtà, mentre la parte nord consta di tappe più frequenti per via dell’orografia più ardua (con una decina di chilometri da percorrere ogni giorno), la parte sud della GR prevede percorsi più lunghi per ciascuno step (solitamente intorno al 15 km giornalieri), con un numero minore di tappe. Riusciranno i nostri eroi nella nuova impresa? ;-)
1 agosto
Vizzavona – Refuge d’E Capanelle
Questa volta non ci sono ordinanze prefettizie a fermarci :-)

Eccoci quindi subito in partenza per la sud-adventure!

Il percorso iniziale si snoda su una pista forestale, in ambiente collinare, con l’attraversamento di zone boscose.

Incrociamo alcuni corsi d’acqua.

Dalle radure sommitali scorgiamo monti lontani.

Sostiamo nei pressi di un ovile che ha un qualcosa di fiabesco.

Riprendiamo il cammino, tra alte conifere.

Per poi giungere nel pomeriggio al refuge d’E Capanelle.

L’eloquente espressione di Tony sottolinea il tono meno favolistico di questo luogo rispetto a quelli attraversati…
La sera beviamo per dimenticare, senza però riuscire ad annegare nell’alcol la malinconia; essendo praticamente astemi, dovrebbe bastare poco, ma il colpo di coda della “civilisation” è stato troppo forte ed inatteso. L’unica soluzione sana è rimetterci presto in cammino.
2 agosto
Refuge d’E Capanelle – Refuge de Prati
Di primo mattino iniziamo col mettere distanza geografica e psicologica dal recente naufragio, riprendendo la rotta per verdi lidi.

Durante la navigazione ci imbattiamo anche in alcune conchiglie giganti ;-)

Mentre dal fondale si stagliano alberi maestri di chissà quali antiche imbarcazioni.

Fresche sorgenti ci dissetano.

E ponti levatoi ci permettono il transito tra le sponde.

Scorgiamo un montano arcipelago.

Sino a vedere veramente il mare.

In effetti, una delle caratteristiche principali della GR 20 sud è proprio questa: avere la visione del mobile cielo blu alla base delle terre.
Approdiamo infine nella baia di Prati, dove collochiamo la nostra tend.. ehm, canoa, tra quelle di altri esploratori ;-)

Oggi abbiamo vissuto, felicemente, un nuovo inizio di randonnée.
3 agosto
Refuge de Prati – Refuge d’Usciolu
Dall’acqua del mare, passando per la terraferma, all’aria del cielo.
Quasi una metafora sull’evoluzione darwiniana ;-)
Ad ogni modo, il leitmotiv odierno lo situo sopra di noi, nell’invisibile eppur fondamentale elemento di cui costantemente ci nutriamo e che trova espressione palese nel movimento delle nuvole, sue eteree testimoni.
Già dal mattino le nubi giocano con la luce del Sole, formando i raggi che da bambini disegnavamo sui quaderni e che ora vediamo nella loro fulgida realtà.

Nuvole che paiono aeree montagne.

E che talvolta mutano in minacciosi nembi.

Nuvole che s’intersecano con il paesaggio.

E che a tratti quasi spariscono.

Ma che sempre ci accompagnano nel nostro percorso, sino a destinazione.

Finché la sera, come onde del mare, si frangono su altissime coste.

4 agosto
Refuge d’Usciolu- Refuge d’Asinao
Il trekking è poesia

ma è anche pratica: di fatica, sudore, muscoli che dolgono, imprevisti da affrontare. Ma se sopporto tutto questo, è proprio per la poesia. Che trovarla è forse più facile oltre i confini della vita “di tutti i giorni”, ma necessita comunque di un certo impegno.

E gli sforzi di oggi sono stati profusi su una tappa lunghissima, di cui leggerai e vedrai solo qualche frame, ma… per la prosa devo ancora specializzarmi ;-)
Partiamo di buon mattino dal rifugio d’Usciolu, che ci ha stupito ieri con la presenza di succose angurie, di cui non è rimasta traccia fotografica, avendole famelicamente gradite :-)
Continuiamo oggi a nutrirci con gli splendidi panorami che si incontrano lungo il cammino.

Il percorso si snoda inizialmente su saliscendi rocciosi, per poi aprirsi su un paesaggio bucolico.

E’ come trovarsi in un giardino ben curato, che stupisce per la spontanea bellezza, e dove s’incrociano corsi d’acqua e laghetti.

Per diversi chilometri ci spostiamo su erbose radure.

Il passaggio su un ponte sospeso segna l’inizio dell’ascesa verso il culmine della tappa odierna: il Monte Incudine.

Il meteo vira al plumbeo, ponendoci qualche dubbio sull’opportunità di proseguire. Degli escursionisti incontrati nei pressi sottolineano la nostra rinnovata determinazione con un augurale “bon courage!”.
Ed eccoci salire verso il cielo grigio, con la speranza che la montagna ci voglia bene.

Qualche sprazzo di luce ci incoraggia, siamo quasi in cima.

Arriviamo infine sulla sommità

un punto desolato, dove una croce posta a venerazione è stata abbattuta, chissà se da un fulmine o da un uomo…

Ed in quest’immagine, mi viene in mente il brano di Guccini cantato dai Nomadi “Dio è morto”:
“Ho visto la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente …
dentro alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un Dio che è morto“
Riprendiamo il cammino verso il rifugio.

È ormai sera quando giungiamo all’Asinao.

Curiosamente, ci accoglie l’applauso di un gruppo di escursionisti, con i quali ogni tanto ci troviamo nel percorso, e che sembra stiano seguendo le nostre vicende. Forse sono sollevati dal fatto che non siamo rimasti schiacciati tra l’incudine ed il martello ;-)
5 agosto
Refuge d’Asinao – Refuge de Paliri
In piena notte, si solleva un turbinio di vento e di… cavalli, la cui presenza caratterizza il rifugio e che, evidentemente agitati, sembrano galoppare intorno alla nostra tenda.
Mentre il sonnolento sottoscritto propugna la linea della non preoccupazione, l’eroico Tony, che ha pure qualche linea di febbre, erige un muretto di pietre a protezione!
La mattina, nonostante l’intermezzo notturno, riprendiamo di buona lena il percorso che ci porterà in giornata al rifugio di Paliri, penultima tappa della GR 20.

Una lunga salita ci porta verso le Guglie di Bavella.

Ci facciamo strada tra costoni rocciosi e creste frammentate.

Incontriamo anche alcuni passaggi rischiosi, attrezzati con catene.


Da alcune cenge ammiriamo il paesaggio, la cui vegetazione ha ormai lasciato la connotazione alpina, per acquisire quella mediterranea.

Scendiamo poi verso il Col di Bavella, dove, nei pressi di un’area a devozione della Madonna, rischia di scoppiare un incendio a causa delle candele votive…

Dopo una pausa rigenerante, riprendiamo il cammino

sino ad arrivare in serata al rifugio.

Domani ci aspetta l’ultima tappa di questo lungo percorso, ed i nostri sentimenti, come sempre in questi casi, sono duplici, tra la voglia di continuare a camminare ed il desiderio di rivedere i nostri affetti.
6 agosto
Refuge de Paliri – Conca
Tentennando tra le opzioni di cui sopra, stamane ci prepariamo alla tappa finale con tutta calma. Il gruppo di escursionisti con cui ci incrociamo nel percorso partono invece all’alba, chissà se li rivedremo, non c’è stata occasione di salutarci.
La giornata è assolata

ma per fortuna la calura è mitigata dall’ombra di alte conifere.

Talvolta si aprono spazi a rimirare il panorama boschivo

e camminiamo anche su tavolati rocciosi

dove si incontrano buffe facce ;-)

Un lungo tratto assolato su alcune pietraie ci porta ad accelerare il passo, tant’è che ad un certo punto superiamo il gruppo di trekkers partito ben prima. Rimangono alquanto stupiti dal nostro recupero, per cui ci sovviene un certo orgoglio :-)
Finalmente un bosco ci rinfresca

insieme ad alcune pozze d’acqua che sopravvivono al calore estivo.

Un piccolo varco tra le rocce segna la discesa finale verso la conclusione del GR-trek.

Ed ecco davanti a noi Conca!

Lieti di esser ormai praticamente arrivati, ci concediamo una lunga pausa pranzo in mezzo al sentiero. Gli escursionisti di prima ci raggiungono e continuano marzialmente il percorso. L’orgoglio provato prima evapora come neve al sole, ma il panino che addentiamo ci ricorda le cose importanti :-D
Ci incontreremo nuovamente a Conca nel primo pomeriggio, ed il loro applauso, ricambiato dal nostro, sarà l’occasione a fine randonnée per un felice commiato.

Una serie di fortunati eventi ci porta ad avere nella stessa giornata tutte le coincidenze tra i mezzi necessari al nostro ritorno a casa.
Ancora in terra di Corsica, non disdegniamo comunque un giro turistico nella suggestiva Bonifacio, anche se ci sentiamo degli extra-terrestri per come siamo conciati :-)
A bordo del traghetto che ci porterà nella nostra Sardegna, ci voltiamo a salutare la Corsica e le sue belle falesie.

Cara “Ile de Beaté”, grazie per averci permesso di vivere questa straordinaria avventura, che porteremo sempre nel nostro cuore.







