Sardegna: viaggio nel cuore del Supramonte occidentale

Perché devi fare questo dannato trekking?

Ecco perché: il percorso è estremamente panoramico e offre una ottima visione dall’alto del Supramonte; camminerai in luoghi che ancora per qualche anno resteranno selvaggi e scarsissimamente antropizzati, sbrigati però, ho detto per qualche anno…..non si è parlato di decenni; potrai ammirare una rara foresta di lecci secolari; vedrai una spettacolare dolina del diametro di cinquecento metri e della profondità di duecento; camminerai attraverso un autentico polje da manuale; dormirai in una vera dimora pastorale, frutto dell’abilità e dell’ingegno dell’uomo; infine avrai occasione di usare un po’ la carta al 25.000, la bussola e l’altimetro.

Il trekking di cui parliamo si presenta come un percorso ad anello della durata di due giorni; è quindi da prevedere un bivacco intermedio al termine della prima giornata di cammino. Questo bivacco può tranquillamente e comodamente avvenire all’interno del cuile ‘e Tziu Raffaele, antica dimora pastorale, realizzata in muratura a secco e legno di ginepro, recentemente ristrutturata. L’ovile, perfettamente impermeabile alla pioggia, può accogliere comodamente sei persone, un numero superiore di ospiti presuppone il doversi stringere ed una certo affiatamento fra i dormienti.

L’impegno fisico che il percorso presentato comporta può essere considerato come medio e ovviamente aumentare in base al carico e quindi al peso che decidiamo di portare con noi. Due intere giornate sono ampiamente sufficienti a svolgere il percorso ad un ritmo di progressione non elevato e offrono la possibilità di fare numerose pause fotografiche. Il percorso può essere tranquillamente affrontato in tutte le stagioni, tranne l’estate, con le opportune modifiche dell’attrezzatura e dell’approvvigionamento idrico legate al cambio di temperatura. Il primo giorno di cammino la distanza coperta è di circa dieci chilometri mentre il secondo giorno si percorrono circa quattordici chilometri; il tragitto, un tempo più difficoltoso, è attualmente molto semplificato dalla creazione e ristrutturazione di diversi sentieri.

Primo giorno. La partenza avviene dalla località di Scala ‘e Pradu (1.200 m s.l.m. ), eventualmente raggiungibile con un mezzo a trazione integrale.

Da Scala ‘e Pradu al bivio per Monte Corrasi
Dal bivio sotto Punta Corrasi al Cuile Tziu Raffaele

Procedendo verso sud su un comodo sentiero si raggiunge in circa un’ora e mezza il bivio per la punta Corrasi (1.463 m s.l.m.), proseguendo dritti si affronta una discesa seguita da dei brevi saliscendi che ci portano alla località  di Scala ‘e Marras (1.253 m s.l.m.).

Da questo punto il percorso continua a procedere verso sud tenendosi vicino alle creste che delimitano il confine occidentale del Supramonte, sino ad arrivare nei pressi della punta Solitta (1.206 m s.l.m. ).

Qui la direzione del nostro tracciato cambia e rivolgendosi decisamente verso oriente punta verso la dolina di Su Suercone e il pianoro di Donianigoro (850 m s.l.m. ). Questa parte del tracciato risulta essere un po’ meno ricca di segnavia e segnali, richiede quindi un minimo di attenzione.

Dal pianoro di Campu Donianigoro è visibile, guardando con attenzione verso nord, la struttura del cuile ‘e Tziu Raffaele. Dal cuile è possibile, tramite sentiero segnalato da omini di pietra, accedere ad una riserva di acqua sotterranea potabile in località Funtana ‘e S’Arga.  A questo punto, raggiunto finalmente l’ovile, mangiate e fatevi una bella dormita.

Secondo giorno. La prima parte del percorso che porta alla chiusura dell’anello si svolge nel bosco, al di fuori di piste e sentieri, sino alla punta Duavidda; è quindi caldamente consigliato l’uso di bussola, carta al 25.000 e altimetro.

Da Campu Doinanicoro a Scala ‘e Pradu.

Dall’ovile si procede in direzione sud ovest verso il limite sud-orientale del polje, nella direzione del Cuile Catzeddu (875 m s.l.m. ), in modo da aggirare da sud l’ampia dolina di Su Sercone e da evitare la parte più impervia di alcune piccole gole che si dirigono a nord verso la gola di Troccos de Corrojos. Dalla località del Cuile Catzeddu, che non è necessario reperire, si procede in direzione ovest nord-ovest verso la punta Trempa Niedda ( 1.149 m s.l.m. ).

Da quest’ultima località di procede, tenendosi su una quota intorno ai mille metri, in direzione nord verso la località definita dalla quota 1.025. Da qui in avanti procedere verso nord sulla costola rocciosa di Serra Sulidone sino a raggiungere i pressi della punta Duavidda (824 m s.l.m. ) facilmente individuabile grazie alla forma svettante.

A questo punto, rivolgendo lo sguardo ad ovest vediamo sotto di noi un’ampia gola boscosa che, se percorsa in direzione nord, ci porterà  al pianoro di Sovana.

Muovendoci inizialmente verso ovest, scendiamo quindi, con attenzione, dai pressi della punta Duavidda sino alla sopracitata gola boscosa; una volta scesi, incamminiamoci verso nord cercando di intercettare il sentiero che ci porterà, passando per l’attacco della gola di Badde ‘e Pentumas, fino al pianoro di Sovana, sottostante la punta Cusidore e alla località di Orgoi (850 m s.l.m.). Dal pianoro di Sovana il sentiero sale, prima in direzione nord e poi puntando decisamente ad ovest, sino alla località di Orgoi ed all’omonimo ovile. A questo punto ci separano dalla conclusione del nostro percorso ad anello circa due ore di cammino. Il sentiero prosegue in direzione ovest, passando per il Cuile Vilitzi e per la grotta di sas Palunbas, sino ad arrivare alla località di Scala ‘e Pradu.

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