“Om Shanti”

Rifugio Pagarì – Alpi marittime

Quando sei in cammino l’unica vera meta e’ il viaggio. Arrivare e’ viaggiare. C’è solo una dimensione che conta: il durante. Ci sono solo un luogo ed un tempo che hanno significato: sono il tuo “qui” e il tuo “adesso”.

E allora, ovunque ti trovi, non ti fermare, non evitare.

Devi starci dentro.

Non  ti resta che attraversare, perché solo passando attraverso puoi riuscire a capire.

Senza paura, perché andare non sia mai fallire.

Senza lasciare andare, prima di aver messo tutto te stesso dentro ogni esperienza, prima di provarci davvero.

Senza sensi di colpa, perché ogni tuo esserci sia sempre una lezione e mai una condanna.

Senza aspettative perché trovare abbia sempre la sacralità, quella vera, di un incontro e rechi il dono di un qualcuno o un qualcosa da custodire e portare.

Senza vergogna perché esistere sia tutto ciò che conta davvero e l’esperienza un senso da investigare.

Senza alcun tributo al mondo e alle sue genti, senza una vita che non ti appartenga davvero. Senza regole che non siano anche tue e che non si radichino nel rispetto di ciò che è altro da te, della libertà e della divinità di ogni essere vivente.

Senza fretta ma anche senza esitazione,  con la determinazione  di voler stare dentro ogni “adesso” perché, sempre, sia prova di verità.

Rifugio Pagarì (pressi) – Alpi Marittime

Valle delle Meraviglie e oltre…

Agosto 2019. Lac des Mesches Tende (FR), 1390 m. Quest’anno iniziamo da qui. Il sentiero risale dolcemente un crinale  accompagnandoci nel bucolico  Vallon de La Miniere. Passiamo accanto alle strutture della miniera di piombo ed argento di Valaura e al Lac de Barrage de La Miniere (1.550 m.) per poi immergerci sempre più in profondità nel bosco di larici, dentro un quadro di colori tenui che, come sempre, sanno rasserenarci ed incoraggiarci. Siamo tornati sulle Marittime ai margini del loro cuore più selvaggio e l’aria di casa ci invita a proseguire, un poco ancora,  nonostante l’orario tardo serale e l’urgenza di trovare un anfratto dove accamparci.

Ingresso del Parco del Mercantour (1.770 m.). Poco oltre un casolare in pietra con una fontana,  diviene il luogo ideale per fermarci e recuperare le energie. Ci aspetta infatti un lungo viaggio. Il piano è stavolta ambizioso: partire dall’area circostante il monte Bego nella Vallèè de la Roya,  spostarci, talvolta in precario equilibrio, lungo la linea di confine italo-francese, nel cuore del Parc del Mercantour fino ai “lontanissimi” Lacs des Vens nell’Haute Tinée.

Ma arrivare infondo non è poi così importante. Una meta è solo direzione, quel che conta davvero è partire. Allacciate gli scarponi della vostra curiosità e seguiteci. Vi raccontiamo come è andata.

Per Sempre

“Non esiste il caso, né la coincidenza. Noi, ogni giorno, camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre”

Giuditta Dembech

Ci sono luoghi e persone che ti lasciano la voglia di stare, almeno un po’. E con essa  il desiderio di scoprire, di andare a fondo, di condividere.

Vorresti trattenerli, ma non puoi. Non per sempre. E’ un tempo denso quello che Vi unisce. Passa, senza passare davvero. E qualcosa rimane. Non più fuori, ma dentro di Te. E Tu, lì dentro, tuo malgrado, ti rinnovi. Ti trasformi, in perenne movimento, all’inizio senza sapere come fermarti, ma poi senza più domandartelo, perché senti che è giusto così, che non ti vuoi più arrestare.  

Luoghi e persone, sanno tenerci per mano, a volte per un tempo troppo breve, altre volte più a lungo.  Sempre, in ogni caso, ti lasciano la suggestione di morire e rinascere. Ne faresti la tua prigione, rinunciando all’illusione di poterti difendere, dimenticando ogni tua voglia di lottare e di scappare.  Fermeresti il tempo e ridurresti il mondo al silenzio, per quell’attimo in più, dovessi anche trovarti a viverlo in bianco e nero. Ma non puoi. E allora, se hai imparato a farlo, custodisci e conservi quel volerti sentire parte di un qualcosa di più grande, qualcosa di non frammentato, di ancora intero perché non frantumabile, perché  ti trascenda, portandoti oltre le superfici di questa esperienza che chiami vita, oltre l’intorno prima che ti si stringa addosso, un attimo prima che ti stritoli.

Ti tieni stretto a quell’urgenza di amare che non è mai scoperta, ma sempre ricerca, sempre partire, un inesauribile provare a capire. E finisci per comprendere che è proprio per questo che continui a giocare, e che vincere o perdere sono un po’ la stessa cosa lungo il cammino, perché daranno senso al viaggio quando, al momento giusto, arrivare ti sembrerà ben poca cosa rispetto all’aver attraversato

Ci sono luoghi e persone ai quali è, a volte, possibile ritornare. Basta proteggere il valore di quell’attimo di comunione che ha saputo inebriarti del respiro dell’universo, che ha saputo mostrarti l’eternità dentro un solo attimo. E’ sufficiente non smettere di cercare, non perdere la speranza, che è poi fiducia, di andare incontro, senza un perché che non sia sentire ciò che solo apparentemente  è altro da Te, sotto pelle, nell’anima, oltre la materia. E’ sufficiente proteggere il ricordo e l’attesa di un incontro,  dal sentimento della rabbia, dalla paura, dalla vergogna, dalla vanità di ogni orgoglio e di ogni arrivare, dalle catene di ogni gelosia ed invidia, e da ogni senso di colpa e di sconfitta. Basta custodire la capacità di ringraziare e perdonare, anche te stesso, e non smettere mai di considerare e soppesare.

Ci sono luoghi e persone che restano eterni. E sarà un privilegio saper riconoscere la loro anima quando le occasioni mancate non avranno più valore, come ogni nostro successo o fallimento, quando conterà solo il cammino e, nel cammino, i compagni di viaggio, quelli che han saputo condividere il loro passo con il nostro per una sola tappa o molte di più. Sarà un privilegio riconoscerli e salutarli quando ogni meta sarà priva di significato, perché ogni “quando” ed ogni “dove” saranno anche il tuo tempo e la tua casa.